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Riapertura chiesa: tra 10 giorni in Prefettura la firma Ministero-Fondazione per impegno lavori

Edizione del: 13 marzo 2018

firmaATTENZIONE – AGGIORNAMENTO DEL 12 APRILE 2018:

La firma – ha fatto sapere la Soprintendenza, dopo l’annuncio entusiastico (e forse troppo affrettato…) fatto alla conferenza – è slittata a data da destinarsi, in quanto l’accordo ha richiesto degli ulteriori approfondimenti. Lo Stato vorrebbe i soldi senza vincoli, cosa che invece, e giustamente, la Fondazione Pisa non accetta e vuole, vincolandoli, che siano solo usati per i lavori necessari per riaprire la chiesa di San Francesco a Pisa. La Soprintendenza comunque pensa che la firma ci sarà entro la fine del mese di aprile, ma a questo punto lo scetticismo è d’obbligo. E soprattutto – è stato confermato dalla Soprintendenza (anche qui a differenza di quello che era stato detto dalla stessa Soprintendenza il 12 marzo parlando con i giornalisti presenti alla conferenza alla Scuola Normale Superiore di Pisa) -, non sarà una firma pubblica, ma privatissima. Sembra per evitare che i giornalisti poi facciano il loro lavoro…

Ieri, lunedì 12 marzo, durante la conferenza sulla nostra bellissima e artistica chiesa di San Francesco, che si è tenuta presso la sala sala degli stemmi alla Scuola Superiore Normale di Pisa, la Soprintendenza pisana ha ufficilializzato, prima alla stampa cittadina, e poi al pubblico presente (vedi video qui sotto), che entro 10 giorni in Prefettura ci sarà la firma ufficiale tra il Ministero e la Fondazione Pisa per l’impegno circa l’utilizzo degli oltre 2 milioni di euro stanziati dalla Fondazione per finanziare buona parte dei lavori di restauro che permetteranno, tra non meno di tre anni, la riapertura della chiesa.

A farlo è stata Cristina Fratti, dell’ufficio Contratti e Programmazione della Soprintendenza di Pisa, inviata all’appuntamento dal Soprintendente.

La Dott.ssa  Fratti, ha anche tenuto a sottolineare nel suo intervento pubblico, che nell’incontro con la stampa cittadina, che nonostante i due anni dalla chiusura della chiesa, si è riusciti a sbloccare la situazione del restauro di San Francesco, trovando i relativi fondi, grazie soprattutto all’attenzione costante che c’è stata in questi due anni grazie alla stampa e alle notizie diffuse dal sito internet della parrocchia, che ha fatto sì che l’attenzione non sia mai venuta meno su questo importante monumento, fino ad arrivare all’appello pubblico lanciato lo scorso 4 ottobre dall’Arcivescovo di Pisa Mons. Benotto.

La stipula dell’accordoche sarà quindi firmato a giorni sull’intervento della seconda chiesa di Pisa per importanza, dopo la Cattedrale, darà avvio all’ultima fase di studi e approfondimenti progettuali –  il progetto definitivo del restauro è stato presentato lo scorso dicembre – prima dell’apertura del cantiere.

Con la firma dell’accordo sarà possibile così  elaborare un cronoprogramma dei lavori che porteranno alla riapertura della chiesa.

I successivi appuntamenti alla firma saranno: un mese di ulteriori indagini strutturali e almeno altri quattro mesi per definire il progetto esecutivo, arrivando così a settembre/ottobre 2018.

Successivamente a questa data, ed entro i primi mesi del 2019 inizieranno i lavori di restauro alle 18 travi del tetto che potrebbero portare al crollo totale del tetto, e che due anni fa ha portato la Soprintendenza a decidere la totale chiusura della chiesa a fedeli e turisti.

Quindi, i lavori inizieranno quando si celebrerà il 120° Anniversario della riapertura della chiesa avvenuta nel 1899 dopo che nel 1861 la struttura fu adibita prima a magazzino militare e poi a museo per poi essere riconosciuta monumento nazionale nel 1888.

I lavori dureranno, secondo una valutazione tecnica della Soprintendenza, non meno di tre anni, e quindi la chiesa non riaprirà prima del 2022.

L’Ing. Claudio Barandoni, direttore dei lavori di restauro, rispondendo a una specifica mia domanda, non ha escluso che parti della chiesa possano essere riaperte, tra un paio di anni, prima della conclusione definitiva dei lavori, in modo da restituire, anche se in parte, l’edificio sacro ai fedeli per ritornare a celebrare l’eucarestia nella loro chiesa, ormai chiusa da due anni.

Molto dipenderà da come andranno i vari interventi sulle travi del tetto e le altre parti in muratura della chiesa.

Le spese del restauro ammontano a 2,7 milioni di euro, per la maggior parte coperti dalla Fondazione Pisa e per il restante dal Ministero.

Altri 700 mila euro occorreranno invece per il restauro delle altre zone della chiesa, quali altari, capitelli, colonne varie, quadri, pietre tombali.

La cifra totale sale a 4 milioni se si comprende anche la ristrutturazione dell’antico chiostro, dove sono già stati eseguiti l’anno scorso lavori tampone per 80.000 euro al fine di  evitare crolli, mentre altri lavori, per circa 300.000 euro, inizieranno, soprattutto sul lato confinante con la scuola (lato piazza San Francesco) appena i soldi saranno messi a disposizione dal Ministero.

Scheda a cura del giornalista Franco Mariani

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