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L’Arcivescovo Capponi che riapri nel 1899 San Francesco e che voleva essere sepolto nella nostra chiesa

Edizione del: 23 febbraio 2018

Capponi Arcivescovo di PisaL’ultimo numero di Vita Nova, il settimanale dell’ Arcidiocesi di Pisa riporta un articolo di Antonio F. Gimigliano su l’Arcivescovo di Pisa Mons. Ferdinando Capponi (Firenze 1835 – Pisa 21 marzo 1903) e la via che il Comune di Pisa gli ha intitolato, evidenziando come all’Arcivescovo Capponi si deve la riapertura della nostra amata chiesa di San Francesco nel 1899; chiesa che era sconsacrata per decisione del Governo e adibita prima a magazzino militare nel 1861, e poi a museo, finendo poi per essere riconosciuta monumento nazionale nel 1888.

L’Arcivescovo Capponi amava tanto la nostra chiesa di San Francesco che nel suo testamento lasciò espressamente scritto che in tale chiesa, dopo la sua morte, “dormissero in pace le sue ossa”.

Tale desiderio non è stato poi rispettato: infatti la sua salma fu sepolta, per deliberazione del Comune, fra i grandi nel Campo Santo urbano, noto oggi come Monumentale. Nove anni dopo, nel 1912, il suo successore, il Cardinale Pietro Maffi, fece traslare i resti mortali in Duomo, inumandoli nel pavimento del transetto del Santissimo Sacramento.

La lastra tombale porta lo stemma gentilizio della famiglia fiorentina dei Capponi e una iscrizione latina che recita: FERDINANDO CONTE CAPPONI patrizio fiorentino, amato vescovo per quasi 30 anni, prima a Volterra e poi a Pisa, chiamato meritatamente padre dei poveri, piamente morì da tutti compianto all’età di 68 anni.I familiari qui inumarono le sue spoglie, traslate dal cimitero urbano nove anni dopo la morte.

Scheda a cura di Franco Mariani

Questo il testo dell’articolo di  Antonio F. Gimigliano:

Ferdinando Capponi nacque in Firenze il 1 aprile 1835 dal Conte Giovan Battista e dalla Duchessa Luisa Velluti-Zati.

Affidato da giovinetto alle cure di don Giovanni Battista Cambi, ricevette la consacrazione sacerdotale nella sua città il 18 dicembre 1858.

Vicario del Capitolo di Fiesole nel 1862, fu nominato Vescovo di Volterra nel 1873, ad appena 38 anni.

Qui venne oltremodo apprezzato per il suo zelo pastorale.

Nominato successore dell’Arcivescovo di Pisa Monsignor Paolo Micallef, fece il suo ingresso solenne nella Primaziale il giorno dell’Assunta del 1882, ricevendo l’imposizione del Sacro Pallio il 24 marzo 1883.

Dedicò cure particolari al Seminario e al Collegio di Santa Caterina, separando nettamente, nel 1889, i due ambiti educativi sia dal punto di vista disciplinare che economico.

Nel 1891 la separazione fu realizzata anche completando opportuni lavori strutturali edilizi.

Profondamente pio, riversò non soltanto le pingui rendite della sua Mensa ma anche quelle del patrimonio avito nell’assistenza dei poveri della sua diocesi.

Sotto il suo governo, vennero a Pisa le Suore di San Giuseppe, le Figlie di San Vincenzo, il frati Bigi del padre Lodovico da Casoria, i Salesiani di don Bosco, le orfanelle di padre Agostino da Montefeltro.

Aderendo pienamente alle direttive di Papa Leone XIII, curò lo sviluppo delle opere sociali ed educative cristiane.

A lui si deve anche il rilancio del Circolo Cattolico Universitario.

Nel maggio 1887 ospitò don Giovanni Bosco di ritorno da Roma e, opportunamente appoggiato dal professor

Giuseppe Toniolo, sollecitò l’insediamento dei Salesiani a Pisa.

Afflitto dal diabete, Capponi nel 1886 aveva avuto problemi alla vista e venne operato di cataratta.

Successivamente ebbe una doppia polmonite e una nefrite che per poco non lo condussero a morte.

Le condizioni di salute rimasero, comunque, precarie.

Nel mese di ottobre del 1902 cominciò ad avvertire forti dolori al piede sinistro e sei mesi dopo si manifestò la cancrena diabetica che, nonostante le sollecite cure, il 19 marzo 1903 rese necessaria l’amputazione della gamba al di sopra del ginocchio.

Morì due giorni dopo.

Il Comune di Pisa gli ha intitolato una via che – imboccata da piazza dell’Arcivescovado – costeggia il lato meridionale del Palazzo arcivescovile.

Lo stradario ufficiale del Comune indicava, sino a non molto tempo fa, Ferdinando Capponi come Cardinale, ma in realtà egli fu mai nominato Cardinale dal Papa.

Dall’illustre famiglia Capponi hanno avuto origine altri cinque vescovi e Ferdinando Capponi è stato il 18ª vescovo fiorentino designato alla sede pisana.

(dal Settimanale Vita Nova edizione del 26/2/2018)

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