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La Liberazione per la ns parrocchia: Padre Bruno Fedi fondò nel Chiostro il Villaggio del Fanciullo-Città dei Ragazzi

Edizione del: 25 aprile 2019

Villaggio Fanciullo - città dei ragazzi Padre Bruno Fedi 1945-1958 Archivio Parrocchia San FrancescoTra le peculiarità che può “vantare” la nostra parrocchia e i Frati Minori Conventuali del Convento di San Francesco, c’è il Villaggio del Fanciullo, poi diventato la Città dei Ragazzi.

Le nuove generazioni nulla sanno di quel prodigio della Divina Provvidenza che fu voluto da Padre Bruno Fedi subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale.

Nato nel 1896, frate minore conventuale, prima di arrivare a Pisa, Padre Bruno Fedi fu cappellano militare durante la Prima guerra mondiale, operando poi in Africa Orientale, in Libia ed in Albania.

Fondò il suo villaggio nell’autunno del 1945, sull’esempio di altre istituzioni simili nel mondo, rese famose anche dal cinema, che aveva portato anche in Italia l’esperienza del sacerdote irlandese, poi naturalizzato statunitense, Don Edward Joseph Flanagan (1886-1948), della diocesi di Omaha, nel Nebraska, ideatore dei vari villaggi, e raccontati anche nel film del 1938 “La città dei ragazzi (Boys Town)” del regista Norman Taurog, interpretato da Spencer Tracy, che grazie a questo film vinse l’Oscar come miglior attore protagonista. L’attore donò poi la statuetta dell’Oscar a Padre Flanagan come segno della sua riconoscenza. Nel 1941 fu girato anche un seguito del primo film.

Padre Bruno Fedi raccolse nel nostro convento ben 70 ragazzi sbandati e di famiglie molto povere per dare a tutti un aiuto materiale ma, soprattutto, un’educazione.

A loro assicurava un tetto, i pasti, i letti per dormire in Convento, assieme ai Frati, e una scuola dove educarsi ed imparare anche un mestiere.

L’intento era quello di costruire con i ragazzi una società in miniatura, con le sue regole e le sue gerarchie.

Ogni anno la comunità eleggeva anche un sindaco, che veniva dotato di fascia tricolore.

Il villaggio venne visitato più volte dal Sindaco di Pisa, Italiano Bargagna, il primo sindaco dopo la Liberazione, che rimase in carica fino al 1951, e dall’Arcivescovo Mons. Ugo Camozzo, in carica dal 1948 al 1970.

Pisa e i pisani applaudirono subito all’iniziativa di Fra Bruno, partecipandovi con grande entusiasmo e soprattutto non facendo mai mancare gli aiuti al villaggio: privati cittadini ma anche numerose ditte offrirono denaro e merci, mentre le case farmaceutiche pisane misero a disposizione i medicinali per i ragazzi.

Come scrisse La Nazione nel 2015, “i pisani ricordano ancora quando gli abitanti del Villaggio, incolonnati, si recavano a prendere il trammino per recarsi al mare: come tutti gli altri, anche loro avevano diritto a una vera estate”.

Come ricordano Alessandro Canestrelli e Franco Zoppi nel loro libro “Padre Bruno Fedi e la Città dei Ragazzi”, pubblicato nel 2000, “nonostante l’aiuto di numerosi benefattori pisani ed americani, dovette affrontare diversi problemi che derivavano dalle scarse risorse economiche. Affrontando le difficoltà, egli riuscì a trasformare i ragazzi, presi dalla strada totalmente disabituati alla disciplina e sordi a qualsiasi legge morale, in persone che si assoggettavano volontariamente all’autorità di altri ragazzi e che lavoravano per un utile più collettivo che personale. Pure i giovani esploratori scout cercarono di dare una mano e contribuire, per quanto possibile, con varie iniziative. Padre Bruno Fedi non aveva paura di andare controcorrente, se questo significava essere fedele ai suoi principi ed alle sue convinzioni”.

Nella comunità del villaggio i ragazzi impararono mestieri diversi grazie al vivace artigianato che vi era stato impiantato: la falegnameria, l’officina, la tipografia e tutto quanto poteva rappresentare le attività presenti in una città “normale”.

Nel 1948, all’età di 52 anni, creò la Città dei Ragazzi.

Nel 1950 i ragazzi di Padre Bruno furono protagonisti anche di un cortometraggio, “La favola d’oro” che fu presentato al Festival di Venezia e in quello stesso anno il villaggio/città venne invitato, insieme ai ragazzi di altre trentadue nazioni, al campeggio internazionale in Lussemburgo.

Padre Bruno Fedi morì il 2 settembre del 1958. Aveva 62 anni e il suo villaggio/città aveva accolto 600 ragazzi. Quando  la città dei ragazzi fu chiusa definitivamente nel 1968 – anno del boom economico in Italia – i ragazzi che erano stati assistiti erano oltre mille.

Padre Bruno Fedi è sepolto nel cimitero di Pisa, nel campo numero 1, tomba n. 252.

Il Comune di Pisa, nel 2009, come riconoscimento di quanto Padre Bruno fece per i ragazzi della città ha deciso di prorogare la concessione della tomba di altri 100 anni, fino al 2109, al fine di non disperdere i suoi resti nell’ossario comune.

A lui è intitolata una strada a Pisa, mentre nel chiostro del Convento di San Francesco è stata apposta una lapide commemorativa sormontata da un bel busto.

Franco Mariani

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