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Il Capitolo Generalissimo dei Francescani umbri: una memoria abitata

Edizione del: 18 luglio 2017

capitolo generalissimoNei giorni 29 maggio – 2 giugno si è celebrato il “Capitolo Generalissimo” di tutte le Famiglie Francescane dell’Umbria.

Un evento storico che si inscrive nel cammino di riforma della Chiesa e nella ricerca di nuovi paradigmi di condivisione dell’humanum tra tutti i popoli.

Il Capitolo è stato programmato per celebrare il V centenario della Bolla Ite vos, con la quale Papa Leone X convocava il Capitolo Generalissimo per la Pentecoste del 1517, al fine di risolvere le controversie e le tensioni tra i Francescani del Primo Ordine.

In realtà quel tentativo ebbe l’esito opposto, tanto che il 12 giugno 1517 il Papa pubblicava un’altra Bolla Omnipotens Deus con la quale decretò di fatto la separazione giuridica e formale dei Frati Minori Conventuali dai Frati Minori della regolare osservanza.

Il V centenario è una ricorrenza accolta intenzionalmente come occasione per “guarire la memoria”, chiedere e concedere perdono e soprattutto per guardare con fiducia al futuro da costruire camminando insieme da fratelli.

È noto come la storia dell’Ordine Francescano sia caratterizzata da continue riforme al proprio interno, tanto che si può riconoscere il semper reformanda nel DNA della Famiglia Francescana, protesa tra la fedeltà all’ispirazione originaria e originale di Francesco d’Assisi, codificata nella Regola, e la fedeltà all’oggi della storia che cambia.

È interessante notare come la divisione tra Conventuali ed Osservanti avviene nello stesso anno della divisione della Chiesa Cattolica da quella della Riforma Protestante; la domanda di una “riforma” accomuna entrambe le divisioni.

Il Capitolo Generalissimo di ora è stato un adempiere simbolicamente, proprio a 500 anni dalla Ite vos, l’indizione dell’allora Capitolo Generalissimo, che non fu mai celebrato.

La celebrazione del Capitolo Generalissimo è stata preparata e organizzata da un gruppo di coordinamento che si è costituito all’indomani della visita in Assisi (4 ottobre 2013) di Papa Francesco, il quale presso la Tomba di San Francesco rivolse ai Ministri Generali e agli altri Frati presenti queste parole: “Bravi, dovete rimanere uniti”.

Un invito raccolto con la decisa volontà di “camminare insieme e crescere nella comune vocazione e missione”.

Così si concretizza l’idea di Frati Francescani in Capitolo con il compito di preparare e vivere insieme gli eventi centenari di questi anni attraverso un itinerario scandito in 4 tappe: il 2015 un anno di preparazione per “ricordare e comprendere” attraverso approfondimenti storici e teologici; il 2016 la celebrazione degli 8 secoli del Perdono di Assisi (1216) con richiesta e accoglienza gioiosa della misericordia; il 2017 il V centenario della Bolla Papale Ite vos (1517) con la celebrazione del Capitolo Generalissimo a Foligno e il viaggio a Roma, il prossimo 29 novembre, per essere riconfermati nel carisma e nella missione; il 2018 dedicato alla evangelizzazione con l’intento di spalancare con gioia gli orizzonti al futuro.

Tralasciando il programma intenso e attentamente strutturato dei 5 giorni, incontro con i Vescovi dell’Umbria, le relazioni molto apprezzate dell’Ecclesiologo Dario Vitali e della Biblista Rosanna Virgili, la Tavola Rotonda su alcune esperienze del prendersi cura della fragilità, lavori di gruppo, liturgie ben curate, vari momenti di fraternità informale, è importante sottolineare il clima di sincera e gioiosa comunione fraterna in cui si è svolto il Capitolo, oltre che richiamare, più avanti, due delle proposte emerse e condivise.

La presenza dei Ministri Generali ha dato al Capitolo un riconoscimento significativo in prospettiva di cammini unitari che già si stanno attivando come l’Università Francescana, come una comunità interobbedienziale in Terra Santa, come le esperienze di formazione missionaria a Bruxelles e di Formazione Teologica e Francescana a Lusaka in Zambia.

È commovente incontrarsi, accogliersi, ascoltarsi e dialogare per aprirsi a una progettualità comune qui in Umbria.

I cammini diversificati sono stati condivisi con scioltezza; qualche difficoltà inevitabile è affiorata nel confrontarsi sul futuro che si desidera costruire insieme, tra chi già sogna un’unica famiglia e chi invece ritiene giusto mantenere le attuali distinzioni che sono una ricchezza del carisma Francescano.

La maggioranza ha comunque manifestato gli stessi sogni: essere tra la gente, semplificare le strutture appesantite dal tempo e anche da forme giuridiche non più corrispondenti alle dinamiche ed esigenze dei tempi che cambiano.

L’ostacolo in realtà non sono le differenze tra i Frati, ma il peccato di credersi ed apparire più Francescani degli altri, contravvenendo così proprio allo specifico che risiede nella minorità.

Come ha ricordato il Vescovo di Assisi, Domenico Sorrentino, il camminare insieme in profonda comunione richiede di spogliarsi di qualcosa; richiede una conversione interiore, una riforma degli atteggiamenti e anche delle strutture.

La profezia, che ha preso un volto durante il Capitolo Generalissimo di Foligno, è la comunione fraterna, luogo dove si incontra e si annuncia Dio.

Solo i legami fraterni sono il segno reale della comunione con Dio: la fraternità è profezia del Regno.

La profezia dell’amore fraterno è quanto si è sperimentato ed attivato a Foligno, nella consapevolezza che non c’è verità, né credibilità cristiana in una spiritualità che non diventi comunione fraterna, germe e segno del Regno di Dio.

La profezia della fraternità a Foligno è stata declinata nella proposta di intensificare e migliorare la qualità della collaborazione nell’evangelizzazione, nel progettare comunità interobbedienziali, per esempio una fraternità interobbedienziale a servizio della Caritas diocesana in Assisi e una fraternità di studio, dove pensiero e vita interagiscono nell’approfondimento e nella proposta formativa ai vari livelli.

Accanto alla profezia della fraternità sono emerse la necessità e l’urgenza di essere, come Francescani, un efficace strumento di semplificazione ad intra e ad extra, capaci di orientare verso quella semplicità che fu esemplare in Francesco d’Assisi.

Domenico Paoletti
OFM Conv, docente di Teologia fondamentale

Vicario della Custodia del Sacro Convento di Assisi

Pubblicato nel mumero di giugno 2017 della Rivista “San Bonaventura informa”, mensile della Pontificia Facoltà Teologica “San Bonaventura” Seraphicum dei Frati Francescani.

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