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Il Campanile della Chiesa di San Francesco

Edizione del: 21 febbraio 2015

Campanile chiesa San Francesco (4)Il campanile duecentesco fu progettato da Giovanni di Simone, e sulla sommità ha una cella aperta da bifore e una copertura cuspidata poggiante su una piccola loggia.

La cuspide fu distrutta da un fulmine nel 1788 e ricostruita nel 1900.

Architetto e, forse, anche scultore, attivo a Pisa nella seconda metà del Duecento, Giovani di Simone è ricordato una prima volta come Magister Murorum nel 1260 nell’ambito dell’Opera della Cattedrale della stessa città, quindi fu a capo dei lavori seguiti da quella istituzione – non è chiaro se ininterrottamente – dal 1264 al 1286.

Riisulta già morto nel 1298.

A Giovanni di Simone è stato ascritto il Camposanto di Pisa, perlomeno nelle sue fasi di avvio, riconosciute nella parte orientale – per lo spazio di venti arcate – del prospetto verso il fianco della cattedrale buschetiana.

L’opera dell’artista è ravvisabile con pressoché assoluta certezza nell’architettura della chiesa pisana di S. Francesco, per la quale si raccoglievano fondi già nel 1255.

La sua figura fu totalmente ignorata per secoli dalla critica e dalla storiografia artistica per colpa del suo nome che lo fece confondere, da Vasari in poi, con Giovanni Pisano, finché, nel 1918, Bacci, sorretto dalla sua accurata ricostruzione documentaria, riuscì a trarre Giovanni di Simone definitivamente fuori da questo buio.

Lo storico dimostrò anzi che egli era stato uno degli architetti più eminenti e capaci della Pisa della seconda parte del XIII secolo.

Il primo documento che riguarda Giovanni di Simone è del luglio 1245, quando, insieme con altri, diede il consenso all’accettazione di un certo Martino come converso della casa e dell’Opera del duomo di cui egli stesso era già Servitor et Fidelis.

Per trovare un altro documento che lo riguardi bisogna però aspettare parecchi anni; anche se parte della critica ha supposto che Giovanni di Simone abbia avuto un ruolo di primo piano nella costruzione dell’ospedale nuovo avviata sul lato sud della piazza del Duomo nel 1257, quando il Papa Alessandro IV revocò l’ormai decennale interdetto che pesava sulla città ghibellina.

L’edificio risultava quasi ultimato nel 1262, quando Giovanni di Simone doveva essere già al lavoro nella chiesa di S. Francesco a Pisa; la chiesa, infatti, cominciata nel 1261 e terminata, all’infuori della copertura, entro la fine del secolo, è in cotto, secondo una consuetudine tipicamente pisana, ma poggia su un basamento di pietra che, stando a un documento del 1264, un gruppo di magistri lapidum stava cavando dal monte Pisano proprio sotto la direzione di Giovanni.

L’elemento che di certo caratterizza l’intero cantiere è il campanile pensile che scarica il peso solo su due muri perimetrali in cui Giovanni di Simone inserì due mensoloni che sorreggono un’accuratissima tromba di mattoni concentrici alleggeriti da arcatelle.

Sulla base di questa singolare architettura, la Cristiani Testi ha attribuito a Giovanni di Simone anche il campanile di S. Caterina, la chiesa domenicana di Pisa, di poco anteriore a quella francescana.

Sebbene non tutti gli studiosi si dichiarino certi di questa attribuzione, c’è da dire che i due campanili pisani costituiscono episodi precoci e molto rilevanti all’interno dello sviluppo dell’architettura mendicante italiana.

Secondo quanto dicono i documenti, a partire dal 1266 e certamente fino al 1286,  fu capomastro dell’Opera del duomo; risale infatti al marzo 1266 un atto di vendita di un terreno nelle immediate vicinanze del duomo, comprato proprio per la costruzione del Camposanto, in cui viene citato con questa carica.

Sempre “capomagistro” è detto in un documento dell’agosto del 1267 in cui egli compare come testimone nella controversia fra l’Opera del duomo e il Conte Federico Lancia, compagno di Corradino di Svevia.

Un documento del maggio 1270 dà l’esatta misura della stima che Pisa riservava al nostro; è una delibera del Comune in cui si esenta il maestro dal pagamento di qualunque tassa, fatta salva quella sui suoi estimi.

I brevi relativi all’esenzione dalle tasse vengono ripetuti nel 1275, nel 1280 e poi ogni anno fino al 1286 .

Intorno al 1275 ripresero i lavori del campanile della cattedrale, interrotti ormai da quasi novant’anni per il famigerato inclinamento della costruzione.

I lavori furono affidati a Giovanni di Simone, che condusse a termine i tre ordini superiori e la copertura senza il coronamento.

Non sempre i documenti relativi alla torre sono di chiara interpretazione, ciononostante la critica non ha dubbi sulla paternità di Giovanni di Simone, proprio in virtù dell’estrema difficoltà dell’intervento che prevedeva una rettifica della pendenza, ben visibile dai rilievi.

Per la costruzione del quarto ordine Giovanni di Simone dovette disporre di materiale che era già stato preparato prima dell’interruzione; ma, a partire dal quinto ordine, con l’aggravarsi della pendenza (nella fase costruttiva compresa fra il 1275 e il 1284 questa aumentò di ulteriori 80 cm), l’unico modo per tentare di far avanzare i lavori fu quello di tagliare ogni singolo pezzo da montare in modo da adattarlo.

Mentre il campanile veniva faticosamente innalzato, ripresero le trattative per il terreno su cui doveva sorgere il Camposanto: nel giugno del 1277 il Vescovo Federico Visconti fece finalmente la donazione sperata dell’appezzamento di terra; e una lastra celebrativa in marmo, posta ancora a sinistra del portale est, riporta, oltre alla data, i nomi del podestà, dell’Arcivescovo, dell’Operaio e di “magistro Iohanne edificante”.

Il disegno complessivo del monumento fu quindi di Giovanni di Simone; e anche la fase successiva dei lavori, affidata a Giovanni Pisano, dovette rispettare il complesso progetto originario che univa la tipologia della chiesa tripartita a quella del chiostro e del recinto cimiteriale.

L’interruzione dei lavori del campanile invece risale sicuramente al 1284 in coincidenza con un periodo nero per Pisa culminato nella battaglia della Meloria.

Questo fece supporre a Biagi che l’artista fosse morto in quell’occasione, ma l’ultimo breve di esenzione fiscale, del 1286, esclude questa ipotesi.

La scomparsa di Giovanni di Simone dovette comunque avvenire entro il 1298, dal momento che in un documento di quell’anno, in cui compaiono il figlio maggiore Guido insieme con Giovanni Pisano a proposito della piombatura del campanile, egli risulta già morto.

 Scheda a cura di Franco Mariani e Nicola Nuti

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Foto del giornalista Franco Mariani

Campanile chiesa San Francesco (4)

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Campanile chiesa San Francesco (2)

Campanile chiesa San Francesco

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