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Da Pisa ad Assisi per l’olio Santo

Edizione del: 31 marzo 2019

pellegrinaggio assisiMonsignor Danilo D’Angiolo rappresenta l’Arcidiocesi di Pisa nel tavolo dei delegati delle diocesi della Toscana incaricato di preparare il programma di iniziative in vista del pellegrinaggio regionale del 3 e 4 ottobre 2019 ad Assisi, quando la Toscana sarà chiamata ad offrire l’olio per la lampada che arde dinanzi alla tomba di San Francesco.

Saranno i comuni della Toscana ad offrire, il prossimo venerdì 4 ottobre, l’olio per la lampada che arde dinanzi alla tomba di San Francesco, nella Basilica di San Francesco ad Assisi.

E saranno molti i pisani che raggiungeranno – per quella occasione – la cittadina umbra.

Merito anche dell’agenzia “Millennium” che ha organizzato per giovedì 3 e venerdì 4 ottobre un pellegrinaggio cui parteciperà anche l’Arcivescovo Giovanni Paolo Benotto.

IL PROGRAMMA DEL PELLEGRINAGGIO

I pellegrini – ci spiega Monsignor Danilo D’Angiolo Direttore dell’Ufficio Pellegrinaggi – partiranno da Pisa in autobus al mattino del 3 ottobre.

Faremo sosta nella frazione di Santa Maria degli Angeli dove alloggeranno.

Nel pomeriggio ci trasferiremo ad Assisi dove saremo guidati da una guida locale nella visita alle Basiliche di San Francesco e di Santa Chiara.

Poi, rientrando in Santa Maria degli Angeli, parteciperemo alla celebrazione dei Vespri e al Transito di San Francesco.

Chi lo vorrà potrà anche partecipare alla Veglia di Preghiera in San Damiano.

Il giorno dopo, al mattino, di nuovo ad Assisi, dove – nella Basilica Superiore di San Francesco – parteciperemo alla Concelebrazione Eucaristica presieduta dal Cardinale Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze e Presidente della Conferenza Episcopale Toscana e concelebrata dagli altri Vescovi toscani.

Messa cui seguirà il rito dell’accensione della lampada votiva.

Usciti dalla chiesa, nella loggia del Sacro Convento i pellegrini ascolteranno il saluto del Ministro Generale dei Frati e del Presidente della Regione e il messaggio all’Italia pronunciato da un rappresentante del Governo.

Per informazioni su costi e aspetti logistici telefonare allo 050.834189 o allo 050.565579/80 o inviare una mail a info@millenniumviaggi.it.

Per iscrizioni recarsi all’agenzia “Millennium” a Pisa in via Ugo Camozzo 2, a due passi dal palazzo arcivescovile.

LA LAMPADA DI SAN FRANCESCO

Il compito di disegnare una lampada votiva fu affidato all’architetto toscano Ugo Tarchi nel 1937.

La lampada, di 1 metro e 20 centimetri di altezza, è in bronzo lucido e argento.

L’asse centrale, forgiato a croce, s’innalza dal centro della tazza che, nella sua forma semisferica, simboleggia il mondo.

In alto, la turrita corona d’Italia reca, nei quattro scudetti, lo stemma di casa Savoia, il Fascio Littorio, la Lupa Romana e lo stemma della città di Assisi.

Sull’orlo della coppa staccano contro il fondo luminoso dell’alabastro le parole del verso dantesco: “Altro non è che di suo lume un raggio”.

Al di sotto della coppa la frase dedicatoria: “I Comuni d’Italia al Santo”.

Al di sopra della tazza, tre colombe d’argento sostengono col becco una corona di ulivo, sovrano e universale simbolo di pace.

Il 4 ottobre d’ogni anno la Basilica di San Francesco in Assisi, il Sindaco del capoluogo di una regione scelta a turno a rappresentare l’Italia, riaccende la lampada votiva che rischiare la cripta dove riposano le spoglie mortali di San Francesco.

Per un intero anno la lampada, dunque, arderà con l’olio offerto, a nome di tutti gli italiani, dagli abitanti di quella regione.

La suggestiva cerimonia si ripete dal 4 ottobre 1939, dallo stesso anno, cioè, in cui Pio XII proclamò Francesco d’Assisi Patrono primario d’Italia.

L’ultima volta che la Toscana aveva offerto l’olio per la lampada votiva a San Francesco fu nel 1999.

In vista del nuovo appuntamento, la macchina organizzativa si è già messa in moto.

La Conferenza Episcopale Toscana ha affidato ai Vescovi Rodolfo Cetoloni (Grosseto) e Giovanni Roncari (Pitigliano-Sovana-Orbetello), entrambi Francescani, il compito di coordinare tutta la fase di preparazione, che porterà la Toscana, nelle sue rappresentanze ecclesiali e civili, a compiere questo gesto di devozione e di affidamento al Patrono d’Italia il prossimo ottobre.

Sono stati loro, insieme al Cardinale Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze e Presidente della Conferenza Episcopale Toscana, a presentare nei locali della Curia Arcivescovile di Firenze le iniziative in programma e il messaggio che i Vescovi toscani hanno scritto per l’occasione “Anche oggi la nostra terra ha bisogno di San Francesco – affermano nel messaggio i Vescovi toscani – della sua protezione e della sua umanità, del suo amore a tutti e tutti, del suo dolce e robusto parlare di Cristo agli uomini, del suo modo di guardare alla vita, a ogni persona, alle cose della natura come a quelle spirituali, alle stelle in cielo e a Dio”.

I Vescovi ricordano che “quasi ogni borgo toscano” rivendica la presenza di San Francesco, dalla Verna all’Amiata, da Poggibonsi a Cortona, “fino a quando per l’ultima volta salutò la nostra terra, segnandola col sangue dei suoi piedi feriti dalle Stimmate, nel settembre del 1224”.

Il testo completo del messaggio dei Vescovi è scaricabile qui. 

Nei giorni scorsi, nel Convento Francescano di San Salvatore al Monte, a Firenze, si è riunito per la prima volta il tavolo dei delegati di ciascuna delle 18 diocesi toscane e dei rappresentanti della famiglia Francescana toscana.

“Ci saranno – ha spiegato il Vescovo Cetoloni – iniziative più prettamente spirituali, a cui si è iniziato a pensare, per ancorare il gesto dell’offerta dell’olio ad una rilettura del messaggio francescano; così come iniziative culturali per stimolare in tutti, credenti e non, la consapevolezza di quanto la Toscana abbia assorbito, nei secoli, il carisma del Poverello d’Assisi. E poi iniziative pensate per i giovani e proposte di comunicazione”.

Padre Roncari ha ricordato quello che le Fonti Francescane dicono del Santo di Assisi.

“Attraverso San Francesco, Gesù è tornato nel cuore di molti che lo avevano dimenticato. Anche oggi, in un’epoca di indifferenza religiosa, i Santi sono il tramite per riscoprire Cristo”.

Al tavolo dei delegati – designato dall’Arcivescovo Giovanni Paolo Benotto – si è seduto, in rappresentanza della diocesi di Pisa Monsignor Danilo D’Angiolo, Direttore dell’Ufficio diocesano Pellegrinaggi.

Monsignor Danilo D’Angiolo si è messo subito in moto, volendo coinvolgere nella preparazione dell’evento la Pastorale Giovanile, l’Ufficio Catechistico, l’Ufficio Scuola e gli insegnanti di religione, l’Ufficio delle Scuole Cattoliche e l’Ufficio per l’Ecumenismo.

Il tavolo tra i delegati delle diocesi e delle realtà francescane si riunirà di nuovo a fine marzo, ma già molte idee sono state messe sul tavolo.

Dal settimanale diocesano “Vita Nuova”

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