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A Pisa la cerimonia nazionale per la Giornata Nazionale del Ringraziamento: domenica 11 Novembre ore 11 Messa in Cattedrale in diretta su RAI 1

Edizione del: 3 novembre 2018

agricoltorePer la prima volta nella storia la diocesi di Pisa ospiterà la Giornata Nazionale del Ringraziamento.

Una festa nata nel 1951 su iniziativa della Coldiretti e “assunta” nel 1973 dai Vescovi italiani.

Domenica 11 novembre, alle ore 11, agricoltori da tutta Italia si ritroveranno in Cattedrale per ringraziare il Signore a conclusione della stagione dei “raccolti”.

Raccolti, per la verità, non particolarmente abbondanti.

L’analisi degli esperti della Coldiretti: “il miele prodotto dalle api è più che dimezzato. Addio ad una bottiglia di vino su quattro. La produzione di olio di oliva è calata dell’11% rispetto alla media dell’ultimo decennio. Crollato del 23% il raccolto di mele. Funghi e tartufi sono praticamente introvabili nei boschi per effetto del clima impazzito che ha colpito tutti i simboli dell’autunno italiano”.

Il bilancio dell’annata agraria quest’anno “è stato sconvolto dalle diffuse gelate primaverili, a cui ha fatto seguito il caldo e la siccità per la mancanza di acqua e violenti temporali”.

Nel Duomo di Pisa la Concelebrazione Eucaristica sarà presieduta dall’Arcivescovo Giovanni Paolo Benotto, che, all’Angelus, si recherà sul sagrato per benedire i mezzi agricoli, mentre alcuni Coldiretti esporranno per tutto il giorno i loro prodotti a km zero nel mercato di “Campagna Amica”.

Nell’organizzazione dell’evento, coordinato dall’Ufficio Nazionale per i Problemi Sociali e il Lavoro della Cei, oltre alla diocesi, sono coinvolte le Associazioni Cattoliche che si occupano del mondo rurale: con Coldiretti anche Acli Terra, Feder.agri (Ente di Servizio del Movimento Cristiano Lavoratori) Federazione Agricola Alimentare, Ambientale e Industriale Italiana (Fai) e Unione Generale Coltivatori (Ugc) – queste ultime Federazioni del Sindacato Cisl.

Hanno dato il loro patrocinio: Regione Toscana, Provincia di Pisa, Comune di Pisa e Camera di Commercio di Pisa.

Il messaggio scelto dai Vescovi per la 68ma Giornata Nazionale del Ringraziamento prende spunto da un passo della Genesi (1,12): “Secondo la propria specie. Per la diversità, contro la disuguaglianza”.

Un “messaggio” che sarà spiegato in un Seminario di Studio che ospiterà la Camera di Commercio di Pisa la mattina di sabato 10 novembre.

“La globalizzazione – anticipa – il Professor Stefano Masini, originario di Cecina, Docente all’Università degli studi di Roma Tor Vergata e Responsabile dell’Area Ambiente e Territorio di Coldiretti, uno dei Relatori – ha contribuito alla rottura di alcuni equilibri ed ha favorito la diffusione di forme occulte di concorrenza sleale nei confronti dei prodotti agroalimentari di origine territoriale. I processi di industrializzazione dell’agricoltura hanno portato alla diffusione della monocultura e degli allevamenti intensivi, compromettendo il rapporto di fiducia con i consumatori, sempre più abituati a cibo indifferenziato”.

Al resto ha pensato un “impressionante consumo di suolo agricolo che ha avuto come conseguenza la perdita della biodiversità, anche se l’abbandono delle terre, specie nelle zone interne e marginali, è dovuto essenzialmente alla mancanza dei presupposti economici per la loro coltivazione”.

Eppure, la ricerca di un’agricoltura “sostenibile” – continua l’Esperto – “ci ha riportato a riconsiderare la relazione tra agricoltura e territorio, riportando in auge la cultura del cibo e delle antiche tradizioni. Siamo tornati a considerare l’ambiente nelle sue specificità locali, e l’uomo, in termini di esigenze sociali. La diversificazione produttiva offre maggiori possibilità all’innovazione, riduce gli impatti ambientali e il reddito degli agricoltori, restituisce fiducia al consumatore nella ricerca di maggiore tracciabilità e sicurezza degli alimenti e nella domanda di conoscenza del cibo”.

La biodiversità – dice Stefano Masini – è anche un concetto a “Km 0” e “ci aiuta a ricostruire la bellezza dei luoghi promuovendo i servizi del tempo libero. Le botteghe di vendita diretta e i mercatali degli agricoltori diventano, in questo contesto, strumenti essenziali di differenziazione della strategia economica delle imprese agricole, incoraggiate a recuperare prodotti in via d’estinzione che appartengono alla storia e alle tradizioni territoriali nella consapevolezza di intrecciare, di fronte allo scaffale, un consumatore fiducioso, informato ed educato a muoversi con emozioni più profonde e lontane dalla dimensione del marketing e dalla soddisfazione delle esigenze della scelta di consumo”.

Ed è proprio la biodiversità “che fa dell’agricoltore un operatore libero dai condizionamenti della tecno-economia; capace di produrre alimenti in grado di raccontare una storia e di rispondere al bisogno di memoria”.

Articolo del settimanale dell’Arcidiocesi “Vita Nova”

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