Prossimi appuntamenti

Nessun evento da visualizzare.

5 ANNI fa il PRIMO CROLLO TETTO in chiesa mentre sono 6 ANNI che ci sono le CANCELLATE in Via San Francesco

Edizione del: 2 maggio 2018

pietreTra circa quaranta giorni “festeggeremo” i 5 anni da quando ci fu il primo drammatico crollo in chiesa di parti del tetto.

Chissà quanti si ricorderanno –  5 anni è davvero un lungo periodo  di tempo – che il 13 giugno 2013 durante le cerimonie pomeridiane per la festa di Sant’Antonio di Padova, che la nostra parrocchia festeggia portando in processione per le strade del nostro quartiere la sua statua – tre grosse pietre si staccarono dal tetto precipitando sopra le panche dove poco prima c’erano i fedeli che assistevano alla messa.

“Sant’Antonio ha fatto il miracolo”, esclamò all’epoca il Parroco,  Padre Tommaso Rylko.

Al quotidiano La Nazione disse: “Abbiamo sfiorato la tragedia“, mostrando un grosso pezzo di intonaco staccatosi dal tetto nel transetto.

“Un’altra ferita ha sfregiato la vetusta bellezza della chiesa di San Francesco” scriveva la giornalista Eleonora Mancini.

Tre grossi frammenti di malta si erano distaccati dal soffitto a travi e mezzane piombando proprio sui banchi poco prima occupati dai fedeli.

Padre Tommaso non mancò di sottolineare alla giornalista: “E se fossero caduti durante la messa? Chi sedeva qui ha rischiato di morire”.

Pensate a cosa è accaduto il 19 ottobre 2017 quando un turista è morto nella Basilica Francescana di Santa Croce a Firenze per il distacco di una pietra dal tetto. Il 13 giugno 2013 la stessa cosa poteva accadere da noi, e i morti sarebbero stati di più.

Da noi, accorse, come sempre, anche Andrea Serfogli, Assessore ai Lavori Pubblici.

L’anno prima, quindi nel 2012 la prima avvisaglia per San Francesco, quando  cedette una porzione del tetto sopra un loggiato del chiostro.

E nel 2012 furono installate le cancellate – presenti ancora oggi dopo ben 6 anni – in via San Francesco.

Pensate sono passati oltre 2.000 giorni da quando le cancellate sono state installate; cancellate che nel marzo scorso qualcuno ha anche abbattuto e nessuno, per ben due mesi, ha riparato/sostituito fino alla fine di aprile.

Ma quanto ci sono costano quelle cancellate?

Anche a 2 euro al giorno a cancellata (ma probabilmente il noleggio costa di più) la cifra supera sicuramente, come minimo i 20mila euro, a cui poi bisogna aggiugere anche l’iva. Tutti soldi che pagano direttamente i cittadini con le tasse, e che potevano essere risparmiati.

La Nazione, il 14 giugno 2013 – ovvero ben 5 anni fa -, denunciava anche che “i guai per il monumento non sono comunque terminati. Chi entra nella Chiesa in visita o per pregare non può fare a meno di notare le spietate macchie di umidità che poco a poco divorano affreschi e intonaci. Come se non bastasse, una feritoia posta a molti metri sopra l’ingresso principale è diventata la porta priviliegiata dei molti piccioni che non si fanno scrupolo di entrare nella chiesa e lasciare i loro escrementi. Neppure fuori il complesso è risparmiato dal degrado. Padre Tommaso confida infatti in un intervento del Comune, che è proprietario dell’area verde tutt’intorno tagliata da un fossato di drenaggio ora divenuto discarica a cielo aperto. Qui proliferano i ratti, che proprio davanti alla mensa per i poveri (ben tenuta e pulita all’interno) si sono ritagliati i propri rifugi sotterranei”.

Si chiedeva La Nazione: “Cosa impedisce dunque di salvare questo monumento preziossimo per la città? E’ la burocrazia a complicare le cose”.

Sono passati 5 anni da quando questo accadeva.

Nulla è stato fatto in questi 5 anni, anzi le cose sono peggiorate, visto che dopo 3 anni da quel tragico episodio la chiesa è stata  chiusa dalla Soprintendenza perchè il tetto può crollare da un momento all’altro.

Occorrono milioni per poter sanare la situazione.

Nel 2016 era stato calcolato che complessivamente la cifra per restaurare chiesa, chiostro, convento, superava i 4 milioni di euro.  Sicuramente, essendo passati due anni, e l’inflazione aumentata, i costi saranno lievitati.

Soldi che lo Stato, proprietario dell’immobile non ha.

La Fondazione Pisa ha stanziato 2,4 milioni di euro, ma lo Stato non vuole firmare l’accordo che vincola i soldi al restauro della chiesa; vorrebbe prendersi i soldi e poi utilizzarli per altre cose…

Anche per riparare a questo impasse – che si trascina dall’ottobre 2017 – il 26 aprile 2018 è nato il Comitato pro Riapertura della chiesa di San Francesco.

Venerdì 4 Maggio 2018 alle ore 20,30 nella Sala del Capitolo si terrà la seconda riunione del Comitato, come sempre aperta a tutti coloro che hanno a cuore la riapertura della chiesa.

Iscriviti al ComitatoIscriviti subito anche tu al Comitato per la riapertura della chiesa di San Francesco, chiusa ormai da due anni.

Scopo del Comitato è quello di battersi con iniziative e altro per far iniziare immediatamente i lavori per portare alla riapertura della chiesa chiusa per rischio crollo.

Dopo due anni durante i quali niente è stato fatto dallo Stato/Soprintendenza è ora di iniziare a fare sentire la nostra voce.

iscriviti 2Per l’iscrizione manda una e-mail s.francesco-pisa@libero.it  indicando i tuoi dati anagrafici e un cellulare.

Sarai cosi avvisato delle attività che saranno intraprese e delle riunioni che saranno convocate per decidere cosa fare.

Per sapere quali sono le finalità del Comitato puoi vedere il video della presentazione del Comitato fatta dal Padre Guardiano, Frà Giuliano.

Scheda a cura di Franco Mariani

Foto di Nicola Nuti.

Per vedere le foto più grandi basta cliccarci sopra.

You must be logged in to post a comment Login